Non tutti forse sanno che alcuni progetti ideati e sviluppati dalla comunità
scientifica richiedono così tanto tempo e risorse umane per poterli
completare da indurre all'abbandono qualunque scienziato volesse
avvicinarli. Questo ostacolo però non è stato sufficiente a far desistere
gli uomini di scienza, i quali, dando fondo alla loro fantasia, hanno
escogitato un metodo per oltrepassare l'ostacolo.
Immaginate quanti computer ci sono sparsi sull'intero pianeta e quante
persone, amanti della scienza, sarebbero disponibili di concedere un po' del
proprio tempo per contribuire ad un qualche risultato scientifico. E allora
perché non avvalersi di loro!
Ed ecco che sono così nati i
progetti di calcolo
distribuito!
Basta installare un semplice screen saver sul proprio PC ed essere dotati di
una connessione internet, oppure accedere semplicemente ad una pagina web,
per poter collaborare ad uno di questi progetti. Regalando un po' di
tempo-macchina del proprio PC oppure dedicando un pizzico del proprio tempo
nello svolgere semplici attività apprese tramite un breve "tutorial" sarete
arruolati nelle larghe schiere dell'esercito di volontari che collaborano
all'innumerevole quantità di progetti di calcolo distribuito ormai attivi.
Esistono progetti operativi nel campo dell'arte, crittografia, matematica, giochi,
finanza,
biologia, fisica ed astronomia.
Ovviamente hanno attratto la nostra attenzione tutti i progetti a
carattere astronomico. Qui di seguito quelli ai quali abbiamo aderito.


SETI@home
(SETI at home) è un progetto di calcolo distribuito per Personal Computer,
portato avanti dall'Università di Berkeley. SETI è un acronimo per
Search for Extraterrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza
Extraterrestre). Lo scopo di SETI@home è quello di analizzare i dati
provenienti dal Radiotelescopio di Arecibo, alla ricerca di eventuali prove
di trasmissioni radio provenienti da intelligenza extraterrestre. Con oltre
5 milioni di utenti in tutto il mondo, il progetto è attualmente l'esempio
di maggior successo di elaborazione distribuita.

Galaxy Zoo è il progetto di ricerca
interattivo "internet-based" che ha per scopo la classificazione di milioni
di galassie catturate dalla Sloan Digital Sky Survey. Attivo dal 2007 sta
costantemente incrementando il numero di aderenti per la sua semplicità e
per la bellezza delle immagini che costantemente vengono sottoposte
all'analisi degli utenti.

Stardust
é una sonda spaziale costruita e lanciata dalla NASA il 7 febbraio 1999;
durante la missione la sonda ha raccolto dallo spazio alcune molecole e
frammenti provenienti dalla cometa Wild 2, grazie ad uno speciale materiale
a bassissima densità chiamato aerogel. Stardust@home è il progetto di
ricerca interattivo "internet-based" che la NASA ha messo a punto per la
ricerca e l'identificazione di particelle all'interno dell'aerogel riportato
a terra dalla sonda.

Systemic
è un progetto di ricerca ideato per identificare la presenza
di eventuali pianeti extrasolari. Il progetto è un esempio
di calcolo distribuito che utilizza una console scaricabile
e messa a disposizione sul sito web di Sistemic. Il progetto
ha qualche somiglianza con Seti@Home ma con la differenza
sostanziale che i set di dati messi a disposizione sono
attivamente manipolati dall'utente al fine di rivelare la
presenza di pianeti o interi sistemi planetari. extrasolari.

Einstein@home è un progetto di calcolo
distribuito partito nel gennaio del 2005 con lo scopo di analizzare i dati
provenienti dagli osservatori astronomici LIGO (Stati Uniti d'America) e GEO
600 (Germania) in cerca di segnali che evidenzino la presenza di buchi neri,
pulsar e altri particolari tipi di stelle. Secondo la teoria della
relatività, queste stelle dovrebbero generare grandi quantità di onde
gravitazionali, e riuscire a rivelarle sarebbe un'importante conferma della
teoria della relatività, oltre a fornire informazioni sulla natura di questi
oggetti celesti.
Progetti ancora in fase di sviluppo:

PlanetQuest è un
progetto di calcolo distribuito per la scoperta di nuovi
pianeti e la classificazione di stelle basandosi sulle
immagini scattate dagli osservatori astronomici. È stato
fondato nel 2000 come organizzazione no-profit. Per
permettere questa ricerca il dottor Laurance Doyle insieme a
Hans Deeg e Jon Jenkins hanno creato il Transit Detection
Algorithm (TDA), un algoritmo che permette di scoprire i
pianeti utilizzando il metodo di misurazione fotometrico
della luce. La parte di calcolo è svolta da un software che
utilizza la struttura del Berkeley Open Infrastructure for
Network Computing ed è usabile su GNU/Linux, Mac OS X e
Microsoft Windows.

Orbit@home
è un progetto di calcolo distribuito che usa la ricostruzione e simulazione
orbitale per valutare i danni di un eventuale impatto sulla terra degli
"oggetti vicini alla terra".

Astropulse
è un progetto che vedrà la luce non appena la nuova release di Seti@Home
sarà disponibile. Il progetto si propone di riesaminare tutti i pacchetti di
dati passati al vaglio da Seti@Home allo scopo di identificare segnali dalla
durata di pochi millisecondi che potrebbero indicare la presenza di pulsar o
di altre sorgenti naturali. Il futuro del progetto dipenderà dalla
disponibilità di fondi del progetto Seti@Home.